Elementi Cartacei

Elementi Cartacei

Tridente 2.0

Polo Culturale Valle Faul | Viterbo

data: dal 18 novembre 2017 al 18 gennaio 2018

luogo: Polo Culturale Valle Faul – ex Mattatoio (Via Faul 22/26), Viterbo

Elementi Cartacei – Tridente 2.0 Exhibition è la mostra collettiva d’arte contemporanea, con la partecipazione di 34 artisti, allestita a Viterbo presso il Polo Culturale Valle Faul (ex Mattatoio) dal 18 novembre 2017 al 18 gennaio 2018. Curatori della mostra Duccio Trombadori e Raffaele Soligo.

Questi gli artisti che espongono: Carlo Accardi, Franco Angeli, Lidia Bachis, Gianfranco Baruchello, Alighiero Boetti, Paolo Buggiani, Fabrizio Campanella, Tommaso Cascella, Mario Ceroli, Claudio Cintoli, Gino De Dominicis, Ferruccio De Filippi, Francesco De Molfetta, Piero Dorazio, Luciano Fabale, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Cleonice Gioia, Jannis Kounellis, Emilio Leofreddi, Massimo Liberti, Renato Mambor, Enrico Manera, Piero Manzoni, Esteban Villalta Marzi, Alberto Parres, Pino Pascali, Vettor Pisani, Mimmo Rotella, Maurizio Savini, Mario Schifano, Cesare Tacchi, Nicolò Tomaini, Elio Varuna.

Circa 800 opere eseguite esclusivamente su carta, che riuniscono tre generazioni di artisti che hanno lavorato a Roma e hanno segnato con le loro idee rivoluzionarie l’arte del secondo ‘900.

Gli artisti del Tridente

Il Tridente, a Roma, è quell’area che comprende Piazza del Popolo e le tre vie che partono da lì: Via del Babuino, Via del Corso e Via di Ripetta, una zona in cui gli artisti in mostra crearono le loro opere, le esposero, ebbero i loro studi e frequentarono le gallerie che ne valorizzarono e divulgarono il lavoro.

La scelta di soli lavori su supporto cartaceo è motivata dal fatto che questo elemento è vettore di maggior spontaneità creativa e inventiva. A volte sono bozzetti per grandi quadri mai realizzati, a volte opere sperimentali di cui si può riscontrare quella freschezza e quella gestualità riservate soltanto agli addetti ai lavori che avevano e hanno accesso agli atelier: vedere queste opere, quindi, è una sorta di osservazione da dietro le quinte, è la scoperta di un mondo meno frequentato.

Per la terza generazione di artisti qui presenti, quel perimetro barocco di Roma non è più un luogo fisico. Grazie alla diffusione delle opere dei “maestri del Tridente” e grazie alla possibilità di fruirne attraverso i media, il Tridente contemporaneo termina di essere spazio di incontri e creatività, ma diventa un luogo subliminale e di ispirazione per gli artisti emergenti, che hanno assimilato la lezione del futurismo e del dadaismo e che dall’informale alla pop art fino a oggi è stata divulgata. Gli stessi elaborano le cifre espressive nel loro personalissimo stile, seppur lavorando in altri luoghi fisici sparsi per il mondo.

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